Poiché "un'intima forza persuasiva deriva alla profezia dalla coerenza fra l'annunzio e la vita, le persone consacrate saranno fedeli alla loro missione nella Chiesa e nel mondo se saranno capaci di rivedere continuamente se stesse alla luce della Parola di Dio", afferma papa Giovanni Paolo II nel paragrafo dell'esortazione apostolica "Vita Consacrata" dedicato al profetismo della vita religiosa.
Tornare al centro Il significato dell'annuale Giornata della vita consacrata (che ricorre martedì 2 febbbraio) riguarda ovviamente i/le consacrati/e, le altre componenti ecclesiali, come pure il mondo nel quale viviamo, ma al quale non apparteniamo. Per noi che abbiamo fatto professione di seguire radicalmente Gesù Cristo, si tratta di un momento forte di verifica personale e comunitaria per tornare, se fosse necessario, al centro: il fine primario della nostra vocazione è la conformità totale a Colui che ha toccato le radici del nostro essere con la profondità di un amore eterno e infinito, personale, ghermendoci in modo tale da spazzare via qualsiasi altro desiderio e sostituirlo con l'unica aspirazione a immedesimarci con Lui, assumendo i suoi sentimenti e la sua forma di vita casta, povera, obbediente. "Primo compito della vita consacrata - prosegue ancora Giovanni Paolo II nel docuumento citato - è di rendere visibili le meraviglie che Dio opera nella fragile umanità delle persone chiamate. Più che con le parole, esse testimoniano tali meraviglie con il linguaggio eloquente di un' esistenza trasfigurata, capace al sorprendere il mondo". È questo un messaggio di grande speranza: la potenza della grazia di che è poi lo stesso Spirito-Amore, può trasfigurare ogni esistenza che ad essa si consegni e liberarla da condizionamenti, pesi, schiavitù di qualsiasi genere.
La testimonianza di un'esistenza trasfigurata All'umanità disorientata, in cui l'amore spesso non trova spazio per esprimersi in gratuità, i consacrati e le consacrate offrono la luminosa testimonianza di una vita fatta dono disinteressato, capace di assumere ogni dolore, povertà e debolezza, di fasciare ogni piaga, di accogliere ogni soliitudine, di lasciar scorrere quel fiume di pace da cui sono gratuitamente inondati. Oggi la vita è tanto dequalificata: la materna segnalazione di Maria a Gesù, alle nozze di Cana: "Non hanno più vino", potrebbe al presente essere espressa in questi termini: "Non hanno più gioia, non sanno più dare un senso alla loro vita ... ". Imbattersi in qualcuno che ha fatto un incontro cosÌ decisivo con Gesù da mettere tutta la propria esistenza al suo servizio e trovare in esso pienezza di gioia, coraggio, entusiasmo sempre rinnovati, è il dono più grande che si possa fare ai nostri fratelli, soprattutto ai giovani, spesso così delusi dalla realtà che li circonda da fare scempio della vita propria e altrui. La risposta profetica che sapremo offrire alle molteplici e gravi sfide del nostro tempo dipende in primo luogo dalla fedeltà con cui siamo decisi a intraprendere ogni giorno la via stretta della sequela di Geesù, senza sconti né compromessi, attingendo alla sua sete inestinguibile di portare al suo amore tutti gli uomini.
Suor Maria Fatima - Monastero benedettine dell'Annunziata
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