|
La chiesa, superbo esempio di barocco piemontese edificato per volere della
Confraternita della SS. Trinità, detta dei Battuti Rossi (dal colore
del saio che i Confratelli indossavano nelle funzioni liturgiche),
viene innalzata su progetto dell'architetto Francesco Gallo a partire
dal 1730, in seguito ai lavori per la costruzione dell'adiacente ospedale,
opera del medesimo.
Nel 1726, oltre la metà dell'ospedale è
già edificata; i lavori vengono interrotti a partire dal 1729.
Come ricorda il Carboneri (l'architetto Francesco Gallo), verranno ripresi
successivamente all'edificazione della chiesa, negli anni Quaranta, con
notevoli variazioni rispetto al progetto d'origine; l'ospedale verrà
ultimato solo nel 1770, con l'innalzamento del braccio di levante. Nel
1735 si lavora già attorno alla cupola della chiesa, progettando
contemporaneamente il campanile; tra il 1736 e il 1737 vengono eseguiti
i lavori di frescatura e stuccatura all'interno. Il risultato (la chiesa,
estremamente movimentata, con l'annesso ospedale) è un complesso
che modella con forza la fisionomia della città, regalandole l'inconfondibile
profilo.
L'edificio è consacrato dal vescovo Lorenzo Cristoforo Baratà
nel 1739, in occasione della festa della 55. Trinità. "Chiesa
e Ospedale" - come ha scritto il prof. G. Barbero in una relazione
sulla storia dell'edificio "costituiscono invero, sia per quanto
riguarda Fossano, sia per quanto attiene il mondo dell'arte, il frutto
maturo della società devota, una sorta di inno alle virtù
teologali". Lavorano nel cantiere dell'edificio, su indicazione del
Beaumont, gli stuccatori Cipriano Beltramelli e Bernardino Barelli (stucchi
del presbiterio, dell'altar maggiore e dei laterali, busti dei santi negli
ovali); quadraturista è il torinese Giuseppe Dallamano, mentre
il lavoro di frescatura è, per quanto riguarda le architetture,
opera dei Pozzo (Carlo e Giovanni Pietro) e di Michele Antonio Milocco
per le figure. L'interno, che predilige tonalità chiare, risulta
estremamente luminoso e raffinato, realizzato con un susseguirsi dinamico
di invenzioni architettoniche (balconate, nicchie, mensole, capitelli,
cornici), in un gioco continuo di illusionismo prospettico.
|