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PROSSIMI INCONTRI
ore 20.30, chiesa dello Spirito Santo, piazza M. Pellegrino, Fossano
Per curare la nostra fede e la nostra ricerca anche quest’anno ti
proponiamo le Messe vocazionali dei giovani. Parleremo del corpo, un tema
che ci aiuterà a vedere la vitalità concreta della fede cristiana.
Martedì
9 novembre 2010
Martedì
14 dicembre 2010
Martedì
8 febbraio 2011
Martedì
1 marzo 2011
Martedì
12 aprile 2011
Fino a quando bisogna scappare
per guarire un’assenza?
(G. Musso)
Carissimo, Carissima,
quest’estate ho letto un romanzo
che racconta una storia d’amore. All’inizio la storia si
chiude. Lui si tuffa nel lavoro per dimenticare lei, ha un enorme successo
professionale, ma alla fine si chiede: “Fino a quando
bisogna scappare per guarire un’assenza?”. Bellissima
domanda. Lui ha corso per anni, si è buttato freneticamente nel
lavoro per riuscire a riempire il vuoto lasciato dall’assenza
di lei. Tutto ciò che fa è per “riempire”
quell’assenza, per dimenticare quell’assenza. Ma, si sa,
solo lei potrebbe riempire quel vuoto.
Forse tutti nella vita, a volte, corriamo per guarire un’assenza.
Forse la nostra società sta correndo per guarire un’assenza.
Un’assenza di interiorità. Siamo efficienti,
indaffarati, pieni di conoscenze, colmi di informazioni… ma spesso
vuoti dentro. Il tempo è dedicato alla produttività oppure
al divertimento. Poco tempo è dedicato al silenzio, alla meraviglia,
all’ascolto. Poco tempo è regalato a noi stessi. A volte
corriamo per scappare da un vuoto.
Un’assenza di mistero. Il nostro mondo è
chiamato “disincantato”. Non esiste nulla oltre le cose.
Tutto è ridotto a cosa: le stelle, il tramonto, i fiori, le persone.
Siamo pieni di dati, misure, pesi, calcoli, cifre. Il mondo è
un insieme di dati freddi, accatastati senz’anima. Le cose non
hanno anima, non ispirano, non rimandano a nulla.. Le cose esistono,
ma non sorprendono; le cose esistono, ma non illuminano; le cose esistono
ma non accendono passioni. Viviamo dentro una casa efficiente, ma fredda,
senza cuore. Quanto ci manca l’affermazione di Magritte: “Che
cosa è la vita? Mi sorprende”. Bellissimo. La
vita è un mistero che ci sorprende, cioè ci “prende
da sopra, dall’alto”. Gli eventi, gli oggetti, le persone
ci arrivano come parole nuove, non ancora udite, non ovvie… sorprendenti
appunto. Il giorno che sta iniziando è davvero nuovo; la serata
con gli amici è una serata nuova, mai vissuta. Ogni istante è
nuovo, è una sorpresa.
Un’assenza di sogni. Se non hai almeno un sogno,
ogni cosa sulla terra merita il tuo affanno. E’ proprio vero.
Se non c’è nulla che ti prenda il cuore, tutto diventa
uguale e, dunque, importante. Così corriamo “per tutto”
pensando che la corsa riempia i sogni. Ma il cuore, per battere, ha
bisogno di sogni, di motivazioni alte e calde. Soprattutto abbiamo bisogno
di sogni comuni, da sognare insieme: migliorare il mondo, curare il
creato, migliorare i rapporti, lottare per la giustizia, riprendere
il gusto per la politica… “Conserva i tuoi sogni,
non puoi mai sapere in qual momento ne avrai bisogno”.
Un’assenza di Dio. Il secolo scorso ha cercato
di negare Dio. Il nostro secolo l’ha dimenticato. Noi viviamo
quotidianamente nella sua assenza. Essere credenti è quasi una
stranezza. Ma un po’ tutti sentiamo una nostalgia, un vuoto. La
nostra società si riempie di oggetti, di emozioni forti, di novità
tecnologiche sempre più potenti. Ma quell’assenza resta.
Perchè è vero quanto capitò un giorno ad alcuni
uomini che avevano incontrato Dio. Ne rimasero talmente presi che dissero:
“Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita”.
Solo Dio è vita, vita piena.
Fino a quando bisogna scappare per guarire un’assenza? Fino a
quando ci accorgiamo che l’assenza ci rovina la vita e, dunque,
smettiamo di scappare e cerchiamo una presenza.
Buon cammino
Con affetto, Derio
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