DATE
PROSSIMI INCONTRI
ore 20.30, chiesa dello Spirito Santo, piazza M. Pellegrino, Fossano
Per curare la nostra fede e la nostra ricerca anche quest’anno ti
proponiamo le Messe vocazionali dei giovani. Parleremo del corpo, un tema
che ci aiuterà a vedere la vitalità concreta della fede cristiana.
Martedì
3 novembre 2009
Martedì
1 dicembre 2009
Martedì
9 febbraio 2010
Martedì
9 marzo 2010
Martedì
27 aprile 2010
Fossano, 22 ottobre 2009
Carissimo, Carissima,
un’anziana nonnina ieri mi ha detto:
“Prima mi chiedevo: chissà se i miei nipotini avranno ancora
un curato; ora mi chiedo: chissà se i miei nipotini avranno
ancora un parroco”.
Mi sono svegliato questa mattina con la sua frase in testa. Come va
la Chiesa? Quale futuro ci attende?
Tu dirai: con tutti i problemi che ho, con le questioni sul lavoro,
la fatica a trovar lavoro, l’esame da superare, le fatiche negli
affetti, le scadenze da rispettare,,, non ho proprio voglia di aggiungere
altri problemi, di caricarmi anche i problemi della Chiesa. Hai ragione.
Stiamo attraversando un periodo difficile. Oltre alla
crisi economica viviamo uno spaesamento generale: confusione politica,
incertezza nelle speranze comuni, fragilità delle relazioni,
sospetto delle istituzioni. Dunque hai ragione. Eppure sono convinto
che oggi più che mai abbiamo bisogno di non sentirci
soli.
Troppo spesso la fede è stata ridotta ad una questione dell’anima,
a doveri religiosi, a discorsi astratti. Troppo spesso la fede è
stata vista come un mondo triste, legato al peccato, alle condanne,
al sacrificio. In una parola la fede vista come un peso più
che una fortuna. Così dalla fede scappiamo appena possibile,
come da un inutile e triste ambiente. E prendiamo in mano la vita cercando
di cavarcela al meglio. Liberi da Dio, senza Dio, come se Dio non ci
fosse. Liberi e soli.
Aveva proprio ragione Nietzsche a gridare: ”Potrò
credere soltanto in un Dio che sappia danzare”. Ne siamo
convinti anche noi: possiamo credere soltanto in un Dio che si curi
della nostra vita, che si appassioni alla nostra concreta esistenza,
che ci “danzi” davanti aprendo la strada, facendo fiorire
il cammino, donando speranza in ogni situazione, anche quando giunge
il gelo mortale.
Per questo mi colpisce sempre il crocifisso di Lérins, dove sono
stato l’altra settimana con alcuni giovani. E’ un crocifisso
particolare: Gesù in croce sorride. Sconvolgente. Lì,
su quello strumento di tortura, Lui sorride. Perché? Credo l’artista
ci voglia dire: in quella dannata sofferenza Cristo è vincitore,
è più forte, è capace di passare oltre. Dalla
tomba Lui uscirà danzando.
La nostra fede grida proprio questo: Dio accompagna la tua vita e sostiene
il tuo canmmino. Fino alla festa finale. Dio non è un peso in
più, ma la sorgente della nostra forza. Con Lui la vita, con
tutti i suoi problemi, è realmente vivibile.
Tra pochi giorni ricorderemo i nostri defunti. Sarebbe tremendo vivere
come se i nostri giorni fossero un semplice cammino verso una tomba.
Che fatica affrontare i problemi sapendo che tutti i nostri sforzi presto
verranno cancellati da quella maledetta nemica che si chiama morte.
Che tristezza sapere che verrà la morte come conclusione, meta,
premio. No! Ben diversa è la vita che vorrei,
che tutti vorremmo. Una vita che non sfugga alla fatica, ma che sogni
un futuro di festa.
Si dice che la nostra generazione non abbia più bisogno del Paradiso.
Certo non abbiamo bisogno di un Paradiso che ci distragga dalla serietà
della lotta quotidiana, ma abbiamo bisogno di un Paradiso che
offra speranza in ogni lotta quotidiana, anche quelle da cui
usciamo sconfitti. Il Paradiso che annunciamo è lo scoppio sovrabbondante
di vita, è danza che non finisce, è affetto caldo e profondo
E’ la vicinanza di Dio, che comincia adesso, nella mia complicata
esistenza di oggi.
Per questo, insieme alla mia nonnina, ci auguriamo che permanga una
chiesa anche per i nostri nipoti!
Buon cammino e buona festa dei Santi.
Con affetto, Derio
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